Al Teatro Elicantropo di Napoli dal 14 al 16 giugno per il Napoli Teatro Festival Italia Di Antonio Tedesco Con Erodiade Giovanni Testori mette in gioco il suo rapporto con Dio, con il teatro e con la scrittura e, in definitiva, con se stesso e con il mondo. In una sorta di totale identificazione in (e con) tutti questi elementi, attraverso un testo che è un grumo doloroso e sanguinolento di parole alla disperata ricerca di un senso, di un fine, di un significato ultimo che continua a sfuggire smarrendosi in un nulla indefinibile e inafferrabile. Il lavoro, più volte ripreso dal suo autore in momenti diversi della propria vita e della propria vicenda personale e artistica, racchiude in sé, in questa figura di donna lacerata nella sua umanità, incapace di concepire questo “altrove” di cui il profeta Jochanaan così disperatamente e passionalmente predica (un altrove che forse lei desidera con maggior impeto nel momento stesso in cui lo nega e lo distrugge), il conflit...