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Torna La Bisbetica Domata di Shakespeare, in terra flegrea, per la rassegna Teatro alla deriva 2023. Dal 2 al 23 luglio '23, presso il complesso termale "Stufe di Nerone"

Servizio di Marco Catizone

Napoli – Possono le intricate facezie shakespeariane allocarsi ai piedi dello Stige e dell'Averno, in quel di Bacoli calando, come reflusso acheronteo? Tappa obbligata per una Bisbetica mai doma, Campi Flegrei come consesso elisabettiano per zattera d'attori dispersi in mezzo al Bardo: e William di gusto avrebbe applaudito, ca va sans dire.

Stufe di Nerone, si diceva, ristagno fumigante per un palco a dondolare su quiete acque, con attori in mise d'anni '50 a rimestare i panni dell'indomita Caterina, bisbetica accalappiata, indi domata, come exstirpatio di demone, chè prima di certo indemoniata, dal maschio protervo e accalappiatore, quel Petruccio da Verona, calato come un falco per ghermire preda e dote in un sol boccone.

Tragicommedia dell'equilibrio instabile, la Bisbetica del Bardo, del femmineo che si scontra con l'omologo maschile, alla recherche d'un afflato immaginifico: la parità impossibile, la calibratura sociale, la grammatura perfetta. Materia incandescente, durante l'epopea elisabettiana, ma ancora attuale e viepiù moderna, a partir dagli albori novecenteschi, con lampi di suffraggette, boom economico, lavatrici e pillole, femminismo e rivoluzione: chè la Donna, ancora combatte, mentre il fragile Maschio arretra, dall'Alfa passando all'Omega. Eppure.

Eppure di machismo ne è passato sotto i ponti, dai vitelloni felliniani ai playboy della riviera, passando per sfumature varie, da 50 gradazioni tendenti al grigio o giù di lì, col frustino in mano sulle curve muliebri di donne asservite sì, ma per pur diletto e piacere, mai per dovere. In tempi sfatti, stravolti dal me-too, celebranti il digradare dei sessi nell'arcobaleno di gender, la Bisbetica indemoniata ha ancora ragion d'essere e scalpitare, sulle assi instabili d'una zattera ai marosi?

Forse che sì, forse che no, chè nessuna coniuge, compagna, convivente arretrerebbe d'un passo, ponendo il Maschio, novello Dioniso, sull'altare del sacrificio: il proprio, of course, che di smembrare il capro le donne son stanche, così come di calare il capo. Troppo stridente il cambio di passo, con la protervia affamatrice, affabulatrice dell'archetipo virile , quel Pietruccio iconico, domatore di fiera e scontrosa Donna, chè oggi rimedierebbe sonori sganassoni dalla sua Caterina, che ne terrebbe in pugno la dialettica di genere, rivendicando il ruolo di Diana indomita a sbranare il suo Atteone, come crudele contrappasso.

Tempi sfatti i nostri, non meno in disequilibrio d'allora, col ruolo sociale dei guitti in società, al Gran Ballo dei Sessi, posto sul cassero a saltellare più di prima: dove l'equilibrio infatti, se il diritto latita, la difformità è economica, il prestigio è ancora alfa-dominante? Certo passi se ne son fatti, con la sfera privata appannaggio muliebre, con diritti familiari acquisiti e sigillo sulla prole (guai al padre che si stacca dal famiglio abbraccio, i piccoli diventano un miraggio: separarsi per credere), eppure la dialettica è ancora in gioco, rappresentata sul palco da una Bisbetica fintamente domata, che stringe in abbraccio il suo Pietruccio, danzando in assonanza, e stringendo nel pugno un revolver pronto all'uso. Chi la preda, chi il cacciatore, alfine?

Originale la mise en scene, le sulfuree acque bacolesi ben si sposano con le brume britanniche: la zattera alla Deriva, per questa edizione '23 del Teatro in riva al lago, rivive dei classici shakespeariani. Briosi e con tempi precisi gli attori a compagnia (in equilibrio) su legni iconici e galleggianti, per una rivisitazione buffa, tra canzoni d'antan ed abiti fiorati: i favolosi Fifties rivivono esplosivi, fondendosi con l'eloquio aristotelico delle logiche elisabettiane, col verboso incedere d'una lingua cerusica e barocca. Semplice ed essenziale la scenografia, ad interrogare lo spettatore accaldato sul desiderio e sul potere, sulla dominanza e la compassione, sull'esser Donna  in un mondo di Maschi, ed esser Uomo in un mondo mutato, incline all'eguaglianza dei sessi, ahimè più di nome che di fatto.

Applausi convinti, per un classico che rimesta nel torbido della guerra tra i sessi, pur con lo sberleffo di una commedia mai datata.

“LA BISBETICA DOMATA” da | W.Shakespeare adattamento | Francescoantonio Nappi
regia | Chiara Vitiello – Franco Nappi
con | Mario Autore – Franco Nappi – Vittorio Passaro – Simona Pipolo – Francesco Romano – Marco Serra – Chiara Vitiello  

 

©Riproduzione riservata

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